La gioia come emozione e motore della vita

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La gioia come emozione e motore della vita

Hai un cuore aperto alla gioia?

Parliamo oggi dell’emozione preferita da parte di gran parte delle persone: la gioia, che quando arriva ci lascia una grande carica di energia, tanto da pervadere tutto il corpo. Ci comunica letteralmente di “saltare dalla gioia”, di muoverci per festeggiare un obiettivo, un successo, un traguardo che abbiamo raggiunto. In questo modo, anche le persone che stanno attorno a noi vengono coinvolte nella nostra emozione perché  contagiosa!

Un’emozione che piace tantissimo alle persone, dunque, ed è per questo che tutti ne siamo alla ricerca, cerchiamo momenti di gioia e di allegria. Spesso però facciamo un errore, cioè quello di andare alla ricerca della gioia isolata e fine a se stessa; ignoriamo il fatto che quando arriva è accompagnata nel fiume delle emozioni da tanti altri stati d’animo.

Ti lascio al video di oggi su questo argomento o, se preferisci, puoi ascoltare la versione audio che trovi alla fine dell’articolo o semplicemente continuare con la lettura.

La paura della gioia

Per meglio comprendere questo basta osservare la tifoseria di una squadra allo stadio. Mentre incita la propria squadra, guardando la partita, prova diverse emozioni: passa dalla tensione e dalla preoccupazione di subire una rete o di perdere la partita, a seconda dell’importanza dell’evento, fino poi a liberarsi in un urlo di gioia, scatenarsi, saltare insieme ed acclamare il successo della propria squadra.
Ecco, quindi che la gioia non è mai pura ma arriva sempre accompagnata da qualche altra emozione: a volte piacevoli, a volte più spiacevoli, se vogliamo.

È il caso, ad esempio, di quando siamo in un momento di grande allegria, ma proviamo inquietudine e preoccupazione perché abbiamo paura che questo momento svanisca troppo presto. Allora cerchiamo di aggrapparci, di impugnare e tenere stretta la gioia che, però, svanisce poiché è così carica di energia da riuscire a scappare via.
Cosa succede? Iniziamo a provare una certa paura nella gioia, che possa essere illusoria e che possiamo rimanere delusi successivamente nello scoprire che quello che stiamo vivendo non è duraturo, ma semplicemente momentaneo.

Ecco, la nostra mente così facendo non rimane collegata al presente ma cerca di scappare subito in un momento di preoccupazione per il futuro, in una paura che non è reale poiché “anticipatoria” di qualcosa che potrebbe anche non avvenire e che quindi non è concreta: è possibile ma potrebbe non verificarsi.
Finiamo col preoccuparci così tanto che ci alleniamo all’atteggiamento di preparazione alla delusione, anestetizzandoci alla gioia, atrofizzandone i muscoli per diventare dei veri e propri “stitici emozionali”.

È il caso di quelle persone che tengono sempre il broncio, che sono sempre arrabbiate, con la fronte corrugata, e che non riescono ad accogliere i momenti di gioia. Hanno bisogno di stimoli molto forti per smuoverli e non riescono invece ad emozionarsi per le cose più piccole dell’ordinario.
Ti racconto una cosa che mi è successa: l’altro giorno ero ad un concerto e accanto a me era seduta una coppia. Nonostante fosse uno spettacolo abbastanza coinvolgente, con musica molto allegra e movimentata, ho notato che la ragazza era lì probabilmente per far compagnia perché per tutto il tempo, anche quando ci si alzava per ballare e saltare, ha tenuto il cellulare in mano e non faceva una minima smorfia di di gioia… non accennava un sorriso!

È proprio questo ciò di cui sto parlando: un tipo di stitichezza emozionale che provoca un blocco e non permette di lasciarsi coinvolgere e contagiare da qualcosa di bello che si sta vivendo.
Se ti trovi anche tu in questa situazione, ti voglio suggerire un esercizio molto semplice e banale all’apparenza, ma importantissimo.

Esercizio per aprirsi alla gioia

L’esercizio è quello di allenare i tuoi muscoli ormai atrofizzati alla gioia a riaccoglierla, riacquistare vigore e fare di nuovo esperienza delle cose più belle, seppur momentanee, poiché comunque provocano un emozione bella che vale la pena esser vissuta. Consiste nella manifestazione per eccellenza della gioia e dell’allegria, ovvero nella risata.

Allenati a sollevare i bordi della tua bocca per sorridere e ridere alla vita. Non importa di cosa, non importa che tu possa nutrire l’obiezione “Non mi sento me stesso nel ridere. Sorridere guardandomi allo specchio mi fa sentire innaturale”, poiché la risposta sarebbe proprio che hai bisogno di allenarti ancora di più.
Ridi, allora di te stesso. Ridi insieme alle altre persone lasciandoti contagiare. Ridi anche delle cose più piccole e delle cose che sono per certi versi spiacevoli, per cercare di cogliere il lato e l’aspetto positivi di quello che ti succede.

In questo modo, i tuoi muscoli riacquistano l’elasticità e il vigore per poter affrontare meglio tutti i momenti ed accogliere così quelli gioiosi, di festa, di allegria, lasciandoti finalmente andare. È un allenamento costante, non difficile, però ti assicuro che porta grandi risultati per poter finalmente sorridere alla vita; la gioia è un motore che pervade tutto il corpo e che ti rende attivo, lasciandoti andare e permettendoti di procedere avanti con tanta carica ed energia.

Allenati insieme ad altri!

Se questo articolo ti è stato utile o ti è piaciuto, ti chiedo di condividerlo con le persone che secondo te hanno bisogno di riattivarsi nei confronti della gioia per potervi allenare insieme attraverso l’esercizio della risata, magari ricordandovelo a vicenda.
Ti lascio anche con uno stimolo, cioè quello di poter ricevere un consiglio come questo ogni mattina per esercitarti sempre di più a contattare la gioia, ad accoglierla nella tua vita e farne un vero motore delle tue giornate. Ti invito allora a mandarmi un messaggio su Whatsapp al 3293211971, con scritto la parola “CONSIGLIO” così che possa iniziare il tuo training per ridere e gioire per la vita.

Ascolta “La gioia come emozione e motore della vita” su Spreaker.

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Sebastiano Dato

Sebastiano Dato

Ho già aiutato più di 100 persone a sbloccarsi e avere fiducia in sé stessi, per uscire dalla confusione, realizzarsi professionalmente e riequilibrare la propria vita.

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