Persona Multipotenziale: se hai molte passioni e non sai scegliere

Tempo di lettura: 5 minuti

Persona Multipotenziale - se hai molte passioni e non sai scegliere

“Cosa farai da grande?” Se hai difficoltà a scegliere cosa rispondere, forse sei una persona multipotenziale!

Quando ce lo chiedevano da bambini, era una porta spalancata sul mondo delle possibilità: lasciavamo andare la fantasia e davamo le risposte più creative. “Voglio diventare un astronauta”, “Voglio diventare un mago”; dall’altra parte c’era l’adulto, che di solito faceva la domanda, che ci batteva le mani. “Ah ah ah grande! Vuoi essere un mago, bravissimo!”

Quando cresciamo, diventa una domanda scomoda. A mano a mano assume un peso completamente diverso e diventa un fardello che facciamo fatica a trasportare perché a lungo andare ci mette con le spalle al muro. Ciò è dovuto al fatto di dover scegliere, prendere una decisione rispetto a uno dei nostri interessi per portarlo avanti, trasformarlo in obiettivo e farlo diventare ciò di cui possiamo vivere.

È una situazione difficile già per chi più avanti con l’età, a 40, 50 o 60 anni, si rimette in discussione e si ripete questa domanda, figuriamoci quanto possa essere complicato trovare risposta per coloro che non sanno cosa scegliere di fronte alle loro mille passioni.

Se l’argomento ti interessa, puoi guardare il video o scorrere alla fine della pagine per ascoltare la versione audio. Altrimenti, continua a leggere l’articolo.

L’ansia di avere troppe passioni

Io stesso mi sono ritrovato in questa situazione nello studio, nello sport, nelle attività più varie. Basti ripensare che soltanto nell’ambito sportivo ho cambiato, da quando ero bambino fino a diventare più grande, dal karate alla pallavolo, alla ginnastica artistica, alle arti marziali cinesi e, ogni tanto, ho avuto qualche parentesi di atletica leggera a scuola.

So quanto possa essere ansiogeno dover dare una risposta e scegliere. Quanto possa essere frustrante e quanto siano pesanti i giudizi delle persone che ci stanno vicino perché credono che non abbiamo obiettivi, che non abbiamo scopi nella vita, e ci sentiamo fuori da qualsiasi altro posto perché in realtà non abbiamo semplicemente trovato la nostra collocazione.
Qualsiasi posto e qualsiasi scelta sono troppo strette e ci costringono a una rinuncia, ma qui non si parla di tagliare rami secchi, bensì rami pieni di vita, in cui scorre linfa. Quella rinuncia sarebbe troppo dolorosa. Quindi che cosa si fa?

Emily Wapnick e il Ted Talk sui Multipotenziale

Ho visto un Ted Talk di Emily Wapnick che per me è stato illuminante. Lei dice: non c’è niente che in te non vada, sei semplicemente una persona multipotenziale. Una persona, cioè, che ha tante passioni, e che possiede anche il potenziale creativo per trasformarle in qualcosa di nuovo, in una soluzione alternativa per la propria vita e per la vita delle persone che ti stanno attorno.
Ecco, adesso puoi fare un respiro se ti rivedi in questa situazione: hai dato una collocazione e un significato a quello che possibilmente vivi ogni giorno.

Non è un tuo problema ma si tratta di un fatto culturale, poiché proprio la cultura e la società di oggi non accettano il fatto di seguire più strade contemporaneamente. Sei costretto a seguirne una, a portarla avanti, e questo dentro di te genera la convinzione limitante di esser sbagliato.
Come ti dicevo prima, infatti, qualsiasi rinuncia sarebbe dolorosa.

Ma la società è bizzarra, e cambia atteggiamento nei confronti dei grandi della storia. Pensa a Leonardo da Vinci: appassionato di Scienza, di Arte, di mille altre discipline che riusciva a coniugare e mettere insieme per creare “il nuovo”, qualcosa che prima non c’era e che ha fatto la storia. Lui sì che era un multipotenziale, così come oggi lo è Elon Musk, per esempio, ma anche Franco Battiato perché non solo ha un ruolo nella musica ma coniuga anche filosofia e letteratura, utilizza altri strumenti di comunicazione e di rappresentazione.

Sono definiti dei filantropi, dei geni, ma non è un fatto di essere geni: è una questione di avere vocazioni così forti che si riescono a seguire e a coniugarle per creare e generare qualcosa di buono, di valore. È questa la chiave: non bisogna fare delle rinunce, non bisogna fare dei tagli, ma essere consapevoli di chi si è e del fatto che se questa possa essere o meno una caratteristica utile o no, dipende semplicemente da te stesso. Dal tuo modo di vederla, dal modo di filtrare ciò che viene dall’esterno e dalla tua percezione della realtà.

Le tue convinzioni generano i tuoi risultati.

Caratteristiche della personalità multipotenziale

Le persone multipotenziale hanno tre grandi caratteristiche.

  1. La prima è la capacità di sintesi, cioè di mettere insieme più passioni e interessi e dai punti di intersezione e di sovrapposizione creare, generare. Ti faccio un esempio sulla mia esperienza: il modo in cui siamo in comunicazione io e te attraverso il video, i podcast, gli articoli del blog, sono frutto della coniugazione della mia passione per la crescita personale, i miei studi in lingue in passato all’università e l’amore per la comunicazione, anche attraverso le tecnologie. Ed ecco che sono riuscito a trovare il mezzo per tradurre complessi temi in maniera più semplice e poterli divulgare, metterli a disposizione di persone che possano trarne beneficio e profitto. Questo è un esempio di sintesi di diverse passioni.
  2. L’amore per il sapere, la curiosità, generano la seconda caratteristica: l’apprendimento veloce. I multipotenziale sono persone che imparano velocemente, che non hanno paura ad affiancare una persona molto più brava e competente per riuscire ad assimilare e integrare nelle cose che fanno delle nozioni nuove. Questo perché sono mossi dall’emozione che provano nell’apprendimento, dalla passione e dall’amore che hanno per tutto ciò che è nuovo e che rientra nei loro interessi.
  3. Infine, terza e ultima caratteristica, è la flessibilità, tanto importante. Immagina una persona con tantissime strade da seguire: se si immobilizza rimane ferma. La capacità di adattarsi alle situazioni nuove, anche sconosciute, permette di modellarsi ed effettuare dei cambiamenti continui per poter procedere.

Sono un multipotenziale, quindi?

Se non ti rispecchi nello scenario del multipotenziale e hai trovato la tua passione unica che porti avanti, ottimo e buon per te! Vuol dire che hai trovato la tua strada, e sappi che ci sono persone che non sanno cosa scegliere proprio perché vivono questo tipo di difficoltà nel dover rinunciare a parte di ciò che le appassiona. Magari potresti incoraggiarle ad esplorarle e a seguirle in maniera combinata, specialmente se ti trovi a lavorare con un multipotenziale.

Mentre, se sei una persona che si rispecchia in questo quadro e quindi sei un multipotenziale, allora sappi che non devi tagliare, non devi rinunciare, ma puoi abbracciare le tue passioni perché il tuo modo autentico di esprimerti nel mondo è fatto da tutti questi tasselli. Tutte le parti che ti compongono nella tua interezza, e sarebbe faticoso e sofferente riuscire a rinunciare e a metterne da parte alcuni perché semplicemente fanno parte di te.

Quindi, sei un multipotenziale? Quali sono i tuoi interessi? Puoi raccontarmelo lasciando un commento oppure puoi unirti al nostro training sulla gioia gratuito su Whatsapp per ricevere un consiglio, uno stimolo ogni mattina ed iniziare la giornata con uno spunto di riflessione. Basta mandarmi la parola “Consiglio” attraverso un messaggio Whatsapp al mio numero, 3293211971.

Ascolta “Persona Multipotenziale: se hai molte passioni e non sai scegliere” su Spreaker.

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Sebastiano Dato

Sebastiano Dato

Ho già aiutato più di 100 persone a sbloccarsi e avere fiducia in sé stessi, per uscire dalla confusione, realizzarsi professionalmente e riequilibrare la propria vita.

4 Comments

  1. ettore ha detto:

    molto interessante l’articolo, ma nella realtà essere multipotenziali trova grosse difficoltà essere accettati
    dagli altri. La società è fondamentalmente costituita da soggetti monopotenziali, nelle arti e mestieri ,nella
    cultura essi vengono esaltati e celebrati, potenzialmente tutto funziona e si regolamenta in una realtà ben
    definita. Il soggetto multipotenziale non è inquadrabile, sfugge alla logica degli obiettivi sociali, non trova
    collocazione all’interno del gruppo; Il soggetto momopotenziale possiede la caratteristica della specializzazione
    nel campo di appartenenza e pùò condividere questo con un suo pari. il multipotenziale no ..perchè ha molte
    passioni e in alcuna vuole specializzarsi perchè è proprio il momento in cui prende un sola direzione che il suo
    sogno finisce.

    • Sebastiano Dato ha detto:

      Ciao Ettore. Essere multipotenziale non è una “condanna” ma, al contrario, una grande risorsa. Alla base, però, vi deve essere la consapevolezza e l’impegno di portare a frutto i propri talenti.
      Ti faccio un esempio molto pratico: Tim Ferris è forse tra le persone multipotenziale più note al mondo. Un uomo di successo e riconosciuto che ha saputo non solo raggiungere grandi e ambiziosi obiettivi, ma anche di specializzarsi in più cose e in modo eccellente.

  2. Oliver ha detto:

    Anche io ho tante passioni tra suonare pianoforte, corsa e bicicletta ,cubi di rubik, suonare ukulele,armonica, scacchi, scrivere storie di fantasia, calcolo mentale di matematica, enigmistica-logica, giocoleria con palline, disegnare, adoro osservare i comportamenti degli insetti e gli animali in generale documentando tutto sui miei quaderni, adoro studiare le piante, leggere libri di scienza dalla chimica alla biologia , esplorare al telescopio il cielo notturno infatti studio la carta del cielo annuale,giardinaggio, mi piace stare in mezzo al verde che sia montagna, mare e collina o pianura, nuotare nei fiumi e laghi in apnea per vedere l’ambiente acquatico fotografando, tecniche di sopravvivenza nei boschi. Ma a volte mi accorgevo che non riuscivo a far conciliare le cose perchè mi piace fare tutto e persino lo stesso giorno e andavo in ansia davvero quando mi resi conto di non potercela fare. Tra lavoro e famiglia ovviamente da non trascurare. Io avevo un grosso problema : non mi accontentavo di saper fare una cosa e basta, ma la dovevo sapere alla perfezione e questo aggravava la mia ansia perchè dedicavo anima e corpo a tutto ma arrivo stremato ogni giorno. Ma non per la stanchezza… solo per l’idea di aver trascurato qualcosa.
    In più mi son dedicato a studiare una lingua straniera e a lavori di manuntenzione.
    Ho provato a mettere la sveglia molto presto per un periodo e ce l’ho fatta però dopo un mesetto iniziavano i primi cedimenti. Già il lavoro ne toglie molte di energie. Così mi son scritto un piano giornaliero.Non è stato facile. Ma ogni giorno ora lo dedico a qualcosa di diverso tra le mie passioni. Solo che nella mia mente domina ancora un po’ l’idea che così perdo tempo per migliorarmi in altro.
    La mia ossessione era che 24 ore nella giornata sono troppo poche. Sono sempre pieno di energia in genere ma l’ansia me la rapiva. Bisogna imparare a pensare all’idea che voler essere un campione in tante cose è molto dura. Per me era sempre una sfida con me stesso. Ma mi rendevo conto che non potevo andare avanti così. D’altronde i campioni di ogni cosa fanno dei sacrifici. Rinunce. Per diventare campioni di una cosa significa non esserli in altre. È un po’ come dire ad un campione centometrista di corsa di fare una maratona con un tempo da campione di maratona. È chiaro che non ha l’allenamento per quello. Non ha dedicato tempo ad altro oltre che alla propria disciplina per esserne il Re. Ecco perchè è un campione in quella cosa.
    Non si può essere migliori in tutto, ma bravi sì.
    Più passa il tempo e più lentamente mi rendo conto che non ne vale la pena ossessionarsi nel non riuscire a far tutto. Avere una passione non significa massacrarsi, ma vivere felice con ciò. Secondo me un’idea utile è scriverso tutte le cose cui piace fare su un foglietto e poi suddividerle in giornate travando un po’ di spazio durante la giornata. Avendone una continua rotazione tutti i giorni. In questo modo le passioni restano vive e si vive molto più in pace. La sola cosa che conta è arrivare a letto stanchi ed appagati di quello che si ha fatto. E rialzarsi poi, pronti con un’altra cosa cui dedicare un pochino di tempo. E il ciclo si ripete.
    Felicità è quello che conta.

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