Trovare la propria strada a 30 anni e avere paura di rischiare

Tempo di lettura: 4 minuti

Trovare la propria strada a 30 anni

Capire cosa fare nella vita a 30 anni e sentirsi incastrati tra il sistema, le difficoltà e la paura dell’ignoto

La tappa dei 30 anni è meravigliosa: si conclude il ciclo in cui devi rispondere alla famiglia, alla scuola o all’università e si prospettano mete successive in cui il solo e grande riferimento a cui rendere conto sei tu.
È allo stesso tempo un periodo abbastanza travagliato, in cui la gioia di essere liberi coesiste con emozioni poco piacevoli quali la paura di rischiare, l’ansia di raggiungere grandi risultati, l’insicurezza.

Trovare la propria strada a 30 anni per certi versi amplifica queste sensazioni. Scoprire quale sia la forma che vuoi dare alla tua vita dovendo però mettere in discussione una serie di fattori, dal percorso di studi alla aspettative che hai sempre avuto nei tuoi confronti, fa tanta paura e crea mille incertezze.

Non è un caso se esiste la cosiddetta crisi dei 30 anni. Crisi però vuol dire cambiamento e cambiare comporta fare a pugni con le resistenze, le convinzioni limitanti e le difficoltà che ti frenano e ti tengono fermo nella situazione in cui ti trovi.

Troppi problemi, non posso farcela

Da quando ho iniziato a parlare di realizzazione e di talento sul blog, sono tante le persone che mi hanno scritto in privato dicendomi di volercela fare ma di non essere nelle condizioni di riuscirci. Alcuni mi hanno raccontato di non trovarsi in una buona situazione economica, altri di non sentirsi appoggiati abbastanza dalla famiglia, di non avere qualcuno che li incoraggi e creda in loro, di essere delusi dal sistema perché permette a pochi di emergere.

Lasciami aggiungere qualcosa di personale che ho avuto modo di affrontare: ho sentito di non essere abbastanza competente, mi sono domandato come facessero gli altri a raggiungere risultati migliori dei miei, mi sono chiesto più volte se valesse la pena accontentarsi e adeguarsi.

Questo universo di dubbi ed emozioni vive dentro di me, dentro di te, esiste ed è difficile conviverci. Voglio però farti una domanda che mi ha portato ad una sorta di risveglio:

Cosa vuoi fartene di tutto questo?

So benissimo che ci si possa sentire persi e sopraffatti. Dall’altra parte, però, c’è una passione che bolle, qualcosa in cui senti di esser capace, una direzione che desideri seguire e che può farti star bene. Cosa intendi fare a riguardo?
Siamo tutti accomunati dalle difficoltà, ma è anche vero che ognuno reagisce in modo diverso: c’è chi si blocca e chi non si lascia fermare.

Il significato delle circostanze

Ho compreso che ciò che conta e prendere consapevolezza di un ostacolo e riuscire a capire cosa se ne vuole fare. Ti racconto una storia tratta dal libro “Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario” di Anthony Robbins.

Era rabbioso e crudele, un alcolizzato e tossicodipendente arrivato più volte sul punto di uccidersi. Oggi sconta un ergastolo in prigione per l’omicidio di un cassiere in un negozio di liquori perché “si era messo in mezzo”. Ha due figli, nati ad appena undici mesi di distanza, di cui uno è cresciuto per “essere proprio come papà”: un drogato vissuto commettendo furti e minacciando gli altri, fin quando anche lui è stato arrestato per tentato omicidio. Suo fratello, invece, ha una storia diversa: un uomo che sta crescendo tre figli, che vive un matrimonio felice, che trova il suo lavoro sfidante ed appagante. È in forma e non ha nessuna dipendenza, né dall’alcol né dalle droghe! Com’è possibile che questi due giovani siano diventati così diversi, pur essendo cresciuti nello stesso ambiente? È stato chiesto ad entrambi, all’insaputa dell’altro fratello, “Perché la tua vita è questa?”. Con grande sorpresa, hanno entrambi risposto allo stesso modo: “Cos’altro avrei potuto fare, con un padre come quello?”

La vita non è frutto delle circostanze, bensì dei significati che attribuiamo ad esse. Siamo noi stessi a lasciare che le convinzioni ci controllino, che siano i giudizi degli altri a definire chi siamo, a decidere cosa possiamo o non possiamo fare.
Se presti attenzione soltanto a ciò che gli altri pensano di te, al mutuo da pagare, agli anni di studio che andrebbero persi… chi è che alla fine penserà a te e a farti star bene?

Capisci bene che, come per i due fratelli, non ci sono alternative. Si può rimanere impantanati nel fango delle scuse oppure indossare gli occhiali che ti permetteranno di trasformare le difficoltà in una spinta per la tua motivazione a fare e agire.

Quanto è grande il tuo bisogno di cambiare vita a 30 anni?

Lasciamelo ripetere: non ci sono alternative. E forse, è meglio così: non per rassegnarsi finalmente al destino ma perché è senza altre possibilità che si può rivoluzionare il proprio modo di vivere.

Sai cosa c’è alla base di una rivoluzione? Il grande bisogno di realizzare un ideale per uscire da una situazione senza via di scampo.
Del resto, hai mai sentito la frase “Il dolore è un motore”? Quando ci troviamo in uno stato di bisogno e sofferenza attiviamo le risorse interne per reagire e trovare soluzioni per stare bene.

Una persona impara facilmente l’inglese quando va all’estero, ad esempio, non tanto per il fatto che lo senta parlare dalla gente del posto ma perché attiva il suo spirito di sopravvivenza. Riesce a reperire le forze e le energie per lavorare, per non rimanere sola, per mangiare e avere una casa. Entra in contatto con i propri bisogni ed è motivata ad agire perché non ha alternative per sopravvivere in un contesto nuovo e sconosciuto.

Ogni volta che trovi delle difficoltà e degli ostacoli che ti bloccano, pensa di non avere alternative.
Prenditi del tempo per metterti in ascolto di te, della tua sofferenza. Contatta i tuoi bisogni più in profondità, scendi sempre più in basso e tocca il fondo per attivare lo spirito di sopravvivenza.
Quando sentirai che il tuo momento sarà arrivato, trasforma le difficoltà in motivazione, recupera tutte le forze e le energie per risalire e inizia un lungo lavoro fatto di duro lavoro, dedizione e tanta gioia e soddisfazione.

Vuoi cominciare?

Ho notato che molta gente trova incoraggiamento e carica anche con un semplice messaggio, un’immagine, un audio. Per questo motivo, mando dei contenuti extra sul mio canale Telegram alle persone che desiderano riceverlo, aiutandole a sentirsi nel proprio posto nel mondo. Se anche tu vuoi riceverlo, iscriviti compilando il form. Ti aspetto!

Inoltre, ho preparato un percorso in cui ti guido passo passo per aiutarti a trovare la tua strada e cambiare vita. Puoi richiedere la prima chiamata gratuita in cui capiamo se possiamo lavorare insieme.

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Sebastiano Dato

Sebastiano Dato

Ho già aiutato più di 100 persone a sbloccarsi e avere fiducia in sé stessi, per uscire dalla confusione, realizzarsi professionalmente e riequilibrare la propria vita.

6 Comments

  1. alessandro ha detto:

    Ciao Sebastiano, allora sapresti quindi aitarmi a rispondere alla domanda come faccio a 30 anni trovare la mia strada, avere soddisfazioni? Mi sembra troppo tardi, senza una laurea e senza dei veri strumenti

    • Sebastiano Dato ha detto:

      Ciao Alessandro, sul sito ci sono altri articoli su cui puoi trovare spunto. Inoltre, c’è il mio gruppo Facebook in cui condivido delle live e degli esercizi che uso con i miei clienti 🙂 sebastianodato.it/gruppo

  2. fabio ha detto:

    buon giorno Sebastiano.

    mi chiamo Fabio (Zeno), ho 31 anni, una laurea che considero inutile e un lavoro che non mi da alcuna soddisfazione (anzi, me ne priva).
    non ho una relazione.
    le uniche cose “positive” sono l’avere un appartamento di proprietà e trovare soddisfazione nel volontariato (sono ambulanziere volontario di Croce Rossa e volontario internazionale per una ONG statunitense).
    avverto la mia vita come inconcludente.
    non riesco a trovare un obiettivo ed a lavorare per quello.
    so che le basi ci sono, che siano migliori di quelle di molti altri, ma questo mi fa sentire solo ipocrita a lamentarmene, anziché riuscire ad apprezzarle.
    non so da che parte girarmi

  3. franco ha detto:

    pensiamo che la realizzazione debba passare dal lavoro, non è cosi.

    personalmente ho 30 anni e sono pronto a fare qualisiasi cosa pur di guadagnare e costruirmi una vita, gli studi e le passioni le costudisco gelosamente ma devo farmi da solo ed ho davvero bisogno di un sacco di soldi

    • Sebastiano Dato ha detto:

      Sei sicuro di aver bisogno di “un sacco” di soldi?
      Negli ultimi video sul mio canale Youtube parlo di questo tipo di convinzioni e di cosa ci fa sentire realizzati e soddisfatti (e hai ragione quando dici che non passa per forza dal lavoro).

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